Immigrati & Integrazione. Per quanti solo un miraggio?

È un Progetto transnazionale che intende promuovere un confronto tra le politiche per l’integrazione sviluppate in alcuni paesi UE (Italia, Olanda, Germania, Francia, Spagna), che consenta di approfondire la conoscenza del funzionamento dei servizi offerti alla popolazione immigrata, capitalizzare alcune Buone Pratiche, definire “Modelli di integrazione” trasferibili.

Tale finalità generale parte da due presupposti.

Innanzitutto dal fatto che, come è già stato sottolineato, si sono sviluppati nel tempo normative e processi nazionali per molti aspetti differenti, dai quali sono probabilmente scaturite situazioni non omogenee sia rispetto al potenziale di integrazione di ciascun territorio, sia rispetto al grado di integrazione effettivamente raggiunto.

Poi, da un secondo elemento che riguarda lo specifico impatto delle Seconde/Terze generazioni che ritengono si debbano acquisire, rispetto al processo di integrazione, le loro ragioni e richieste. Si tratta infatti di giovani: ragazze e ragazzi, studenti e lavoratori, laici o praticanti che hanno un proprio punto di vista sulla società complessa in cui vivono e rispetto alla quale ritengono di dover esprimere una loro posizione da nuovi cittadini che appartengono contemporaneamente a più mondi.

È partendo da questi presupposti che il Progetto punta ad approfondire l’analisi dei fenomeni in atto sotto tre profili: lo stato dei processi di integrazione, la questione delle Seconde e Terze Generazioni, l’impatto dell’arrivo di richiedenti asilo sempre più numerosi.

Lo scambio di esperienze su quanto sta accadendo sotto i tre profili indicati, può dare un importante contributo ad evidenziare strozzature e/o arretramenti nei percorsi di integrazione, ma anche far emergere   gli elementi “virtuosi” di alcuni di essi, permettendo di prospettare Modelli di integrazione socialmente inclusivi e pienamente rispettosi delle diversità.

Con questa specifica finalità Il Progetto punta ad approfondire la conoscenza della complessità dei processi di integrazione in atto nei sei paesi coinvolti, a confrontarsi sul funzionamento di politiche e normative attivate in favore della popolazione immigrata, ma anche a scambiare esperienze ed iniziative di dialogo interculturale tra comunità immigrate ed autoctone. 

Questo impegno di approfondimento e scambio di esperienze dovrebbe portare ad individuare le Buone Pratiche attivate nei processi di integrazione dei diversi Paesi coinvolti ed a definire, sulla loro base, Modelli trasferibili socialmente inclusivi e rispettosi delle diversità culturali.

In ragione dell’impatto che il fenomeno dei crescenti flussi migratori ha sui processi di integrazione, il Progetto tenterà anche di approfondire i diversi step delle politiche di accoglienza messe in atto dai diversi paesi UE nei confronti di rifugiati e richiedenti asilo con particolare attenzione ai soggetti più vulnerabili come i minori non accompagnati.

L’impegno di conoscenza ed approfondimento sarà reso possibile da incontri internazionali finalizzati nell’ordine a:

  • discutere della situazione in atto nei diversi contesti di riferimento, a ragionare dei processi di integrazione nazionali, a far emergere i problemi effettivi cui si è oggi confrontati, consentendo di definire una piattaforma comune di questioni, interrogativi, ipotesi di lavoro sui quali lavorare; 
  • approfondire successivamente fattori specifici di integrazione come “lavoro e casa”, “ricongiungimenti familiari”,cittadinanza e voto”, per delineare un quadro dei percorsi attivati, dei fattori positivi ottenuti, delle criticità o lacune esistenti; 
  • affrontare nello specifico la complessa questione dell’integrazione delle Seconde/Terze Generazioni dando spazio ad una riflessione approfondita sul  malessere di tanti giovani che non si sentono a proprio agio in una società che non sembra lanciare segnali univoci nei loro confronti, facendo emergere anche problemi drammatici come il fenomeno foreign fighters,
  • sperimentare una Pratica di dialogo tra comunità di migranti e comunità di autoctoni  che dia concretezza agli elementi che saranno emersi nel corso dei precedenti incontri, dando spazio  ad una interlocuzione che, oltre ad associazioni di giovani islamici o di altra provenienza culturale, includa anche amministratori locali, esperti, giornalisti, rappresentanti del Terzo settore e dei media,
  • valutare linee, indirizzi, interventi, azioni riferiti ad un efficace funzionamento dei servizi in favore della popolazione immigrata, ma anche contestualmente ai cambiamenti da introdurre sul piano del riconoscimento delle diversità culturali e del mantenimento di un dialogo aperto soprattutto con la popolazione giovanile e giungere in tal modo alla individuazione di Buone Pratiche; compresa una Buona Pratica in materia di accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo
  • lanciare pubblicamente i Modelli trasferibili di Buona Pratica messi a punto sui fattori considerati: funzionamento del sistema di servizi offerti alla popolazione immigrata, riconoscimento delle diversità culturali e dialogo interreligioso, compresa una Carta per l’integrazione cui associare l’insieme dei Soggetti aderenti alla Rete di partenariato attivata per la diffusione il più estesa possibile dei documenti elaborati.

Ed è proprio sulla Rete di Partenariato che punta il Progetto per diffondere Modelli di Buone Pratiche cui ispirarsi per acquisire miglioramenti, correttivi o comunque indicazioni per uscire da situazioni cui è oggi urgente dare risposta.

La Rete già attivata dal Progetto coinvolge otto Soggetti esteri in 5 paesi europei: Belgio, Francia, Germania, Olanda, Spagna, con differenti esperienze, ma anche con problematiche complesse, tutti interessati a scambi e raffronti che possano consentire loro di individuare percorsi migliorativi.

Peraltro, la Rete internazionale si sviluppa attorno ad un Partenariato nazionale (Aliseicoop e Cidis Onlus) organismi del Terzo Settore che da anni lavorano sul fronte dell’immigrazione, sviluppando esperienze ed accumulando competenze rispetto all’intero arco delle problematiche dell’integrazione e sull’intero territorio nazionale.

Ed è proprio dal capitale di relazioni ed esperienze dei due Organismi che la Rete ha potuto da subito essere allargata a Regioni, Comuni, Organismi istituzionali, Amministrazioni, Associazioni del Terzo settore, Associazioni di Immigrati, che nel loro insieme garantiranno un vasto territorio per la diffusione di Modelli e Pratiche che peraltro avranno concorso a definire.


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