Dettagli dell’incontro

Data:   2 - 3 Mar 2017

Indirizzo: Via Marina 19/c - Napoli


Breve resoconto*

La riunione ha permesso ai Partner, che si incontravano per la prima volta, di conoscere funzioni e competenze di ciascuno e di valutare le potenzialità che potrebbero scaturire dal comune lavoro nell’ambito del progetto.  Composto da rappresentanti istituzionali e responsabili di organismi della società civile, l’incontro ha consentito agli uni e agli altri di conoscere e discutere dei differenti “approcci” che ciascuno ha sviluppato rispetto al fenomeno migratorio: alcuni più centrati sul funzionamento dei servizi di welfare, altri sugli aspetti umanitari. Proprio in ragione di prospettive in partenza non omogenee, si è ritenuto che lo scambio di esperienze potrebbe far maturare e condividere elementi innovativi e qualificanti sui quali costruire posizioni comuni e delineare Buone Pratiche. Preso atto della direttrice sulla quale far convergere il lavoro dei futuri incontri, i Partner hanno avviato un intenso scambio di informazioni/valutazioni sulla situazione migratoria nei loro contesti nazionali; questa è stata esaminata a grandi linee tanto in riferimento ai percorsi di integrazione degli immigrati economici di Prima generazione che dei problemi delle Seconde e Terze Generazioni. Si è in particolare discusso della differenza, non sempre percepita soprattutto nel mondo politico, delle differenti condizioni di inserimento delle Prime e delle successive Seconde/Terze generazioni. Si è condiviso il fatto che la migrazione di più antica data ha avuto nel tempo, sostanzialmente ovunque, oggettive opportunità di lavoro e di conseguenza di sostegno sociale e di integrazione. E per quanto poi la situazione sia mutata negli anni (lavoro diminuito, settore industriale in riconversione, forza lavoro poco qualificata, conseguenti e reali difficoltà) lo “Stato” ha sostanzialmente continuato a garantire solidarietà e supporto a questa fascia di migranti per così dire strutturali anche nel corso della crisi.
Al riguardo si è sviluppato un approfondimento sulla necessità di attivare un vero e proprio processo democratico di ascolto non sugli immigrati ma con gli immigrati, finalizzato a creare le condizioni di una efficace interrelazione/comunicazione, che consenta in particolare alle istituzioni ed autorità responsabili di indirizzare in modo condiviso i processi di integrazione. Si è auspicato al riguardo di avere nel prosieguo utili inputs anche da parte di responsabili dei governi del territorio (da invitare agli incontri) per l’eventuale delineazione di una Buona Pratica “di democrazia”.
Quanto alla specifica condizione delle Seconde e Terze generazioni, è stato sottolineato che, nate o arrivate in giovanissima età nel paese di accoglienza (dove sono state scolarizzate e socializzate) se ne sentono parte integrante e non accettano di essere “aiutate” ma rivendicano di voler essere riconosciute nelle loro duplici identità: quella di origine e la nuova.
Si è convenuto di affrontare specificamente interrogativi e problemi legati alle Seconde e Terze generazioni nell’incontro di Bruxelles/Molenbeek del 21-22 giugno 2017).
Si è poi di seguito affrontata la grande attualissima questione dei dispositivi di emergenza messi in atto per l’accoglienza dei rifugiati. Si è discusso del fatto che in generale non pare si colga la distinzione tra la migrazione ormai strutturale e quanti arrivano oggi in fuga da paesi in guerra, dittature, e quanto altro. E’ stata opinione di molti, soprattutto di quelli impegnati nel Terzo Settore, che senza questa distinzione diventa molto difficile fare cogliere all’opinione pubblica la necessità di politiche articolate in funzione delle differenti esigenze espresse da chi arriva in emergenza. Fatto salvo il rispetto dei diritti e della dignità individuale, è stata sottolineata l’importanza di attivare iniziative efficaci per “graduare” i servizi da mettere in campo tra chi è arrivato venti/trenta anni fa e chi arriva oggi.
Proprio sul problema drammatico di chi arriva oggi è stata presentata e discussa l’iniziativa della Comunità di Sant’Egidio dei corridoi umanitari attivati insieme alla Tavola valdese; nello specifico sono stati presentati criteri e modalità di quella che già Spagna ed Italia si avviano a considerare una Buona Pratica per l’ingresso di rifugiati e richiedenti asilo (cfr. allegato).
E’ stata del pari presentata e discussa una recente iniziativa del Comune di Napoli, l’albergaggio sociale, finalizzata a dare accoglienza ai rifugiati in uscita dai Centri di prima accoglienza, in mobilità territoriale per lavoro oppure che non abbiano ancora definito il proprio progetto di vita. L’obiettivo dell’Amministrazione Comunale di Napoli è di alleviare il disagio abitativo di queste fasce deboli, mettendo in campo interventi che garantiscano posti letto a rifugiati o immigrati appena giunti in Italia che necessitano di un immediato alloggio.

Presentazione dei corridoi umanitari della Comunità di Sant’Egidio


E’ stato presentato al gruppo di lavoro da parte del professor Francesco Dandolo e della Pastora Valdese Dorothea Mueller il Programma sperimentale della Comunità di Sant’Egidio, della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia e della Tavola Valdese, finalizzato all’implementazione di corridoi umanitari che consentano l’arrivo in Italia di rifugiati in condizioni di particolari vulnerabilità.
In seguito ad un Protocollo di Intesa sottoscritto con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione e con il Ministero dell’Interno, il Programma prevede l’arrivo in Italia, nell’arco di due anni, di mille profughi dal Libano (per lo più siriani fuggiti dalla guerra), dal Marocco (dove approda gran parte di chi proviene dai paesi sub-sahariani travolti da guerre civili e violenza diffusa) e dall’Etiopia (eritrei, somali e sudanesi) indipendentemente dalla loro appartenenza religiosa o “etnica”.
Il Programma intende sperimentare una Best Practice per permettere ai profughi di raggiungere l’Italia in condizioni di sicurezza e legalità, evitando così di finanziare il traffico criminale e violento degli scafisti e di correre il rischio della morte in mare.
In questa direzione si è cercato di individuare nella legislazione già esistente in materia di immigrazione e asilo, una possibilità di accesso diretto ai paesi di destinazione dei profughi tramite il sistema dei visti per motivi umanitari. Questa possibilità è stata individuata nell’art. 25 del Regolamento (CE) n.810/2009 del 13 luglio 2009, che ha istituito il Codice comunitario dei visti che prevede per uno Stato membro la possibilità di emettere dei visti per motivi umanitari o di interesse nazionale o in virtù di obblighi internazionali.
E così nato il Programma sperimentale i cui obiettivi specifici possono essere così sintetizzati:
– evitare i viaggi dei “barconi della morte” nel Mediterraneo;
– contrastare il micidiale business dei trafficanti di uomini;
concedere a persone in condizioni di vulnerabilità (come vittime di persecuzioni, torture e violenze, minori non accompagnati, famiglie con bambini, donne sole, anziani, malati, persone con disabilita) un ingresso legale sul territorio italiano tramite un visto umanitario e la possibilità di presentare successivamente domanda di asilo;
– consentire l’ingresso in Italia in condizioni di sicurezza, dato che il rilascio dei visti umanitari prevede i necessari controlli da parte delle autorità italiane.
Quanto alle modalità operative le Associazioni promotrici dei corridoi, attraverso contatti diretti nei paesi interessati dal Programma o segnalazioni fornite da soggetti locali (Ong, associazioni, organismi internazionali, chiese e organismi ecumenici, ecc.), predispongano una lista di potenziali beneficiari. I principali partner locali sono individuati in organizzazioni ben radicate nei territori di riferimento, in grado di segnalare possibili beneficiari.
Ogni segnalazione viene verificata prima dai responsabili dei promotori, con una serie di colloqui conoscitivi, motivazionali, di presentazione del programma e delle relative regole. Per la selezione, come già ricordato, vengono identificati soggetti in condizioni di vulnerabilità. La lista delle persone identificate come ammissibili viene verificata poi dalle autorità italiane e, solo dopo successivi controlli effettuati anche dalle autorità locali, i consolati italiani nei paesi interessati rilasciano dei visti VTL (a validità territoriale limitata). I beneficiari raggiungono quindi l’Italia con un normale volo di linea e accedono, una volta sul territorio italiano, al normale iter per la presentazione della domanda di asilo, manifestando la volontà di richiedere protezione internazionale e, quindi presentando la loro storia all’apposita commissione, secondo i tempi e gli iter normativi consueti.
Quanto al ruolo delle Associazioni promotrici va sottolineato che esse si impegnano a fornire:
– assistenza legale ai beneficiari nella presentazione della domanda di protezione internazionale;
– ospitalità e accoglienza per un congruo periodo di tempo;
– sostegno economico per il trasferimento in Italia;
– sostegno nel percorso di integrazione nel nostro paese.
Il Programma dei “corridoi umanitari” è totalmente autofinanziato: i fondi provengono in larga parte dall’Otto per Mille dell’Unione delle Chiese Metodiste e Valdesi, ma anche da altre raccolte fondi, come la Campagna di donazioni lanciata dalla Comunità di Sant’Egidio. Le stesse Comunità di Sant’Egidio, Federazione delle Chiese Evangeliche (nell’ambito del loro programma Mediterranean Hope) e Tavola Valdese (per il tramite della Commissione Sinodale per la Diaconia-Csd) provvedono alle spese per l’ospitalità dei profughi e per la loro integrazione sul territorio italiano tramite formazione linguistica e professionale.
Attualmente sono stati accolti 285 beneficiari, tutti provenienti dal Libano. Si tratta prevalentemente di nuclei familiari e singoli in particolare stato di necessita, per un totale di 143 donne e 142 uomini (170 adulti e 115 minori). Per la maggior parte provengono dalla Siria (274), ma anche da Iraq (5), Libano (3), Palestina (2), Yemen (1). A settembre 2016 si è registrato l’arrivo di altre 100 persone dal Libano e nell’autunno del 2017 si prevedono i primi 50 beneficiari provenienti dal Marocco, dove già sono stati avviati i contatti preliminari. Sempre nel 2017 sarà la volta dell’Etiopia.
Il Programma non ha come scopo solo quello di portare un considerevole numero di profughi in maniera sicura in Italia, ma si propone di avere modalità totalmente replicabili in altri paesi europei. Poiché sfrutta una legislazione valida in ambito europeo e si struttura su modalità operative sicure, verificate, tramite una valutazione accurata e controllata, le Associazioni promotrici ritengono che possa essere condivisa una Pratica il cui obiettivo è quello di un’accoglienza adeguata, umana e soprattutto funzionale al percorso di integrazione dei beneficiari, non necessariamente dispendiosa, ma soprattutto efficiente, utile e solidale.

La relazione di Paroles Vives

Dans le cadre du projet européen Immigration and Integration, Paroles vives a participé à la première table ronde organisée à Naples les 2 et 3 mars 2017 par les associations italiennes Alisei Coop (insertion et accompagnement aux immigrés par le travail et le logement) et Cidis Onlus (accueil intégration des étrangers). Six pays européens étaient représentés par diverses structures privées (association, fondation) ou publiques (commune et service communal). Continua a leggere

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* L’incontro era finalizzato ad analizzare complessivamente la situazione migratoria attuale, partendo dalla presa d’atto che tutti i sei paesi coinvolti nel Progetto, hanno sviluppato nel tempo posizioni e normative differenti, sulla cui gestione pesano peraltro le conseguenze della crisi economica, i problemi posti dalle giovani generazioni, i flussi di richiedenti asilo; lo scambio generale di dati ed informazioni dovrebbe consentire di definire una piattaforma comune di questioni, interrogativi, ipotesi di lavoro, sui quali lavorare nel prosieguo. Un focus specifico sui corridoi umanitari inquadrerà l’emergenza dei flussi migratori.

Programma dell’incontro seminariale

Brochure informativa sul progetto



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