Offriamo in versione digitale alcuni tra i più significativi materiali prodotti nell’ambito del Progetto:

  • Buone Pratiche. Ovvero come innovare i percorsi di accoglienza/integrazione, un Dossier nel quale sono presentati cinque Modelli di Buone Pratiche, selezionate per caratteristiche di qualità e innovatività, contributo offerto alla soddisfazione di un bisogno o alla soluzione di un problema. Nello specifico, sono state acquisite le esperienze che avevano mostrato di aver efficacemente raggiunto gli obiettivi attesi, attivato innovazioni stabili,presentato elementi di sostenibilità e trasferibilità ad altri contesti per soddisfare bisogni o risolvere problemi di natura analoga. Le Buone Pratiche fanno riferimento a:- coinvolgimento dei nuovi cittadini nella concezione e strutturazione del sistema di welfare;-promozione di un dialogo interculturale/interreligioso come strumento di governo del territorio; -scuola di imprenditorialiatà per Seconde e Terze Generazioni;- start-up per l’integrazione al lavoro di rifugiati e richiedenti asilo; – percorsi e modalità di diffusione dello strumento dei corridoi umanitari.

 

  • Per i figli quale futuro? L’integrazione delle Seconde/Terze Generazioni di immigrati, un Report che punta ad approfondire le condizioni di inclusione socio/culturale dei tanti giovani immigrati per i quali (parafrasando le conclusioni del Progetto Immigration/Integration) non ci si è impegnati seriamente ad offrire spazi ed opportunità per riconoscersi come componente ugualitaria della società di accoglienza, ovvero di vivere al suo interno una effettiva inclusione. Resta quindi aperto l’interrogativo di fondo di chi siano di fatto i giovani di Seconda/Terza generazione. Ed è su questo interrogativo che il presente Volume ha concentrato alcuni approfondimenti sulle giovani generazioni che vivono oggi in Italia. Per farlo offre In diretta ad alcuni di loro la possibilità di esprimere opinioni e valutazioni sulla loro condizione. Analogamente si è chiesta una riflessione a docenti ed esperti su quello che si può definire Un conflitto identitario in sospeso che ne individua problemi e interrogativi, prospettando al contempo risposte finalizzate alla coesione socia

 

  • Il dialogo interreligioso. Coesione sociale e governo del territorio, un Booklet che contiene percorso e modalità di una sperimentazione realizzata nel territorio della Regione Umbria ed acquisita dal Partenariato del Progetto Immigration/Integration, finalizzata a facilitare l’integrazione della popolazione immigrata attraverso la promozione del dialogo interreligioso come fattore determinante tanto per il miglioramento dei rapporti tra immigrati ed italiani, quanto per il consolidamento della coesione sociale. L’asse centrale intorno al quale muove la sperimentazione è un modello di convivenza nel quale le religioni non sono solo elementi coesivi all’interno di un gruppo, ma sono strumento di avvicinamento tra le diverse comunità, il che alimenta il sentimento di far parte di una società coesa, pronta al confronto e al reciproco arricchimento.

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